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D. 29/03/2006 n. 962.6. Il CUP assegnato al progetto, ai sensi della delibera n. 24/2004, va evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante l'intervento di cui alla presente delibera. Roma, 29 marzo 2006 Il Presidente: Berlusconi Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrata alla Corte dei conti il 12 settembre 200 6 Ufficio di controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 5 Economia e finanze, foglio n. 312 Allegato SUPERSTRADA PEDEMONTANA VENETA Prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti N.B.: - La documentazione richiamata nel presente allegato è conservata presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, struttura tecnica di missione. I - Prescrizioni. A) In fase di progettazione definitiva Il progetto definitivo deve: • approfondire la verifica dei livelli di coerenza delle opere con i piani di tutela territoriale (Primo piano straordinario delle aree a rischio idraulico e idrogeologico della regione del Veneto, Piano di tutela delle acque, Piano regionale di risanamento delle acque - P.R.R.A., nonchè piani di bacino) nonchè con il regime dei vincoli ambientali (decreto legislativo n. 490/1999); • sviluppare gli interventi di mitigazione, secondo le indicazioni presenti nello Studio d'impatto ambientale esaminato, ed integrarli alla luce delle presenti prescrizioni, in coerenza con gli ambiti di interesse naturalistico/ paesaggistico, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione e i costi analitici. Dovranno essere esplicitate le relazioni e rapporti con eventuali indicazioni di tutela della pianificazione vigente; • inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di costruzione e quelle relative alla conduzione delle attività di cantiere; • anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto; • adottare sistemi innovativi di tipo dinamico per la riscossione dei pedaggi, al fine di consentire la minimizzazione di occupazione di suolo negli svincoli; • dettagliare gli interventi di sistemazione a verde e/o di sistemazione a par- cheggio delle aree di cantiere e delle aree intercluse in corrispondenza degli svincoli; • studiare l'ottimizzazione del tracciato come appresso indicato; - nel tratto compreso tra il km 23+000 e km 25+000, semplificare il sistema degli svincoli riducendo per quanto possibile il consumo di suolo e contemporaneamente migliorando i raccordi tra la SPV e la A31; -nel tratto compreso tra il km 28+000 e km 30+000, ottimizzare i raccordi con la viabilità ordinaria, evitando la sovrapposizione del traffico diretto alle aree urbane da quello pesante che ha origine e destinazione nell'area industriale esistente, e nel contempo approfondire la progettazione del ponte in modo da ridurre l'interferenza con l'alveo del torrente Astico; - nel tratto compreso tra il km 50+000 e km 52+000, ridurre gli impatti con l'abitato di Mussolente studiando la possibilità di trasformare l'attuale tratto in trincea in una galleria artificiale; - nell'attraversamento dei comuni di Trevignano e Montebelluna, studiare una soluzione di tracciato che non interferisca al km 69+000 con la cava di San Gaetano, salvaguardi gli edifici di pregio presenti nel tratto compreso tra il km 71+000 e il km 72+000, si allontani per quanto possibile dal Mulino Camberlotto al km 73+000 e riduca gli impatti con l'abitato di Trevignano studiando la possibilità di trasformare per quanto all'uopo necessario il tratto in trincea in una galleria artificiale; • nel tratto compreso tra il km 51+000 e il km 61+000, evitare qualsiasi interferenza con la ZPS del Prai del Castello di Godeco, approfondendo la progettazione della soluzione il cui tracciato passa più a nord (variante 10A), e nel contempo ridurre le interferenze di tipo acustico e paesaggistico con la zona cimiteriale di Spineda e la Tomba monumentale Brion in frazione San Vito di Altivole, studiando la possibilità di trasformare l'attuale tratto in trincea tra il km 59+000 e il km 60+000 in galleria artificiale; • nel comune di Villorba, rispettare i vincoli vigenti ed in particolare studiare un tracciato che si tenga alla maggiore distanza possibile dagli edifici vincolati (villa e parco La Farina) ed adottare nel caso misure di mitigazione con la realizzazione di barriere vegetali visive ed acustiche; • aggiornare la ricognizione dei siti di cava e discarica disponibili, anche con riferimento alle disposizioni dei Piani cave provinciali, dettagliando, in relazione ai fabbisogni, l'effettiva disponibilità dei materiali nei siti di cava proposti; • dettagliare i quantitativi e le caratteristiche dei materiali di scavo; per lo smaltimento di quelli in esubero, definire il Piano di deposito temporaneo e di smaltimento, individuando le aree di stoccaggio definitivo; individuare le modalità di conservazione della coltre vegetale nel caso se ne preveda il riutilizzo; • sviluppare in dettaglio gli interventi di riorganizzazione fondiaria, di ricomposizione della maglia viaria minore e poderale, assicurando il continuum agricolo; • approfondire le simulazioni modellistiche degli impatti sull'atmosfera attraverso un aumento della risoluzione di calcolo o attraverso l'utilizzo di modelli dispersivi tridimensionali a scala di dettaglio che tengano conto delle situazioni microclimatiche opportunamente documentate; • per le opere di attraversamento dei corsi d'acqua e per i siti di cantiere ricadenti in aree golenali, dovrà essere approfondita con appositi studi di dettaglio la compatibilità idraulica verificando il rischio idraulico con un tempo di ritorno pari a 200 anni; • sviluppare in dettaglio gli interventi di sistemazione idraulica in corso d'opera e post-operam che si intendono adottare per la risoluzione delle interferenze dell'opera con la rete idrografica superficiale (torrenti, canali irrigui, affioramenti acque superficiali, eczc.); • per la salvaguardia dei pozzi e degli acquiferi destinati al consumo umano, e relative zone di rispetto ai sensi del decreto legislativo n. 258/2000, ricadenti nelle aree di pianura caratterizzate da elevata vulnerabilità: -aggiornare il censimento dei pozzi pubblici e privati esistenti, specificandone la destinazione d'uso; -verificare eventuali interferenze del tracciato con le zone di salvaguardia dei pozzi, secondo le indicazioni contenute nel decreto legislativo n. 152/1999; - prevedere accorgimenti progettuali riguardanti l'impermeabilizzazione delle pavimentazioni stradali e il sistema di raccolta e allontanamento delle acque di piattaforma in modo da assicurare il convogliamento delle acque di dilavamento fuori dalle aree di salvaguardia dei pozzi; • approfondire - attraverso una campagna di indagini geognostiche e idrogeologiche, prove di laboratorio e/o prove in situ estese all'intero tracciato, con particolare attenzione per la galleria Malo - lo stato di conoscenza delle caratteristiche dei terreni interessati e delle falde; valutare altresì le possibili variazioni del regime di falda e le relative interferenze con le opere in considerazione del fatto che si evidenziano oscillazioni stagionali di notevole entità; • dettagliare, per le acque di piattaforma, il dimensionamento e la localizzazione delle opere di collettamento, dei manufatti di trattamento e del sistema di trincee disperdenti per il recapito finale, nonchè le modalità di gestio- ne dei sistemi di trattamento stessi, anche in relazione al verificarsi di condizioni accidentali di sversamento di inquinanti; • prevedere per la fase di realizzazione dei ponti, in relazione alla particolare sensibilità della zona di ricarica degli acquiferi, che: -le attività di perforazione e di esecuzione delle fondazioni di pile e spalle, dei diaframmi per le gallerie artificiali, non determinino l'insorgere del rischio di diffusione delle sostanze inquinanti dovute ai fluidi di perforazione; - l'utilizzazione dei fanghi di perforazione non riduca la permeabilità nelle formazioni litologiche interessate; • nelle aree classificate ad alta pericolosità per franosità e, più in generale, nelle aree acclivi che interessano il tracciato, sui fronti di scavo e sulle scarpate artificiali, dovranno essere eseguite verifiche analitiche della stabilità considerando anche gli effetti del traffico; ove queste evidenziassero coefficienti di sicurezza inferiori a quelli previsti dalle norme, si dovranno introdurre in progetto le opere necessarie per conseguirli; • approfondire lo studio della componente faunistica, così da poter assicurare la corretta progettazione di corridoi protetti di attraversamento della fauna in numero, forma e dimensioni adeguati; • prevedere, per quanto riguarda il ripristino della vegetazione, l'impiego di specie appartenenti alla serie autoctona, raccogliendo eventualmente in loco il materiale per la loro propagazione (sementi, talee, ecc.), al fine di rispettare la diversità biologica (soprattutto in prossimità delle aree protette); • dettagliare - per le aree direttamente interferite dal tracciato, di elevato valore naturalistico ed ecologico, in particolare SIC e ZPS - gli interventi di mitigazione e compensazione ambientale; in particolare: -per quanto riguarda la galleria di Malo si dovracomunque: effettuare tutti i saggi geognostici per la caratterizzazione litostratigrafica e idrogeologica al fine di realizzare un modello che consenta di determinare con sufficiente approssimazione l'entità delle possibili venute d'acqua in corso d'opera ed in esercizio nonchè i relativi accorgimenti progettuali/ mitigativi atti a non pregiudicare l'integrità del SIC; prevedere una soluzione per il deflusso naturale delle acque meteoriche dal punto più basso interno alla galleria posto in prossimità dello sbocco verso Malo; valutare una soluzione che comporti la costruzione del tratto in galleria artificiale al di fuori del SIC; -per quanto riguarda l'attraversamento del Brenta valutare una soluzione che non comporti la realizzazione di strutture di sostegno nell'area SIC, eventualmente prevedendo un opportuno spostamento del tracciato; • approfondire l'analisi previsionale del rumore in fase di esercizio e anteoperam, verificando e dettagliando il censimento di tutti i ricettori ed individuando quelli sensibili; specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica, assicurandone l'inserimento paesaggistico e privilegiando l'adozione di barriere acustiche integrate con barriere a verde; • approfondire l'analisi dell'intervisibilità dell'opera riferendola ai gruppi di percettori più significativi (residenti, transitanti sulle infrastrutture di trasporto) per consentire l'adeguata integrazione/modifica delle misure mitigatrici previste in progetto; • laddove il tracciato interferirà, direttamente o indirettamente, con le aree di interesse archeologico, effettuare campagne di indagine preventive finalizzate a limitare l'entità delle interferenze; • contenere, al fine delle verifiche di cui all'art. 20, comma 4, del decreto legislativo n. 190 del 20 agosto 2002, le tavole dettagliate nelle quali vengano indicate ed evidenziate le opere, le particolarità progettuali, le misure mitigatrici e compensative con le quali sono state ottemperate le prescrizioni espresse nel parere CIPE, accompagnate da una relazione descrittiva specifica; • contenere il Progetto di monitoraggio ambientale, redatto secondo le Linee guida della Commissione speciale V.I.A.; l'ambito da monitorare sarà esteso non solo all'area interessata direttamente dal progetto, ma anche alle aree adiacenti interessate dai corridoi ecologici e dalle aste fluviali e alle aree SIC; • redigere gli elaborati, anche successivi al progetto definitivo, in conformità alle specifiche del Sistema cartografico di riferimento; |
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